Presto nuove info - Seguici su Facebook, vai al link - Sostieni la nostra raccolta tappi - Bollettino ufficiale attività di beneficenza, vai al link

lunedì 22 febbraio 2010

"Tiro a segno con i bambini down”. Polemiche per il gruppo su Facebook.

La libertà che dà l’utilizzo di un social network spesso viene usata senza criterio da molti utenti, che inconsapevoli della visibilità ottenuta, o forse proprio mossi da essa, si mettono a creare gruppi che incitano alla violenza e tante volte di pessimo gusto.

E’ il caso di questo gruppo su Facebook che sta sollevando polemiche da tutte le parti, arrivando a far intervenire il mondo politico ed istituzionale per rimuovere il gruppo e colpire i suoi creatori, anche penalmente.

Ormai si è varcato il limite, e la legalità vuole a tutti i costi intervenire anche sullo sregolato mondo della rete.

Il gruppo in questione ha un titolo eloquente: Giochiamo a tiro a segno con i bambini down. Un gruppo non marginale, sono infatti più di 1.000 i membri, si spera inconsapevoli dell’effetto mediatico ottenuto da un probabile ma non meno condannabile scherzo di cattivo gusto, che tra l’altro stavolta colpisce anche alcune tra le persone più indifese in assoluto, dei bambini incolpevolmente malati.

Da segnalare comunque la nascita di tantissimi gruppi opposti con moltissimi iscritti in più, dove si dichiara la propria assoluta contrarietà a gruppi del genere, una reazione di tutti gli utenti che non sono d’accordo su questo inappropriato utilizzo di uno strumento come Facebook.

In Italia l’incitazione alla violenza, espressa in qualsiasi modo, a partire da un manifesto, un discorso ma anche con un gruppo su un sito internet o anche solo un articolo, in teoria è punibile legalmente, ma finora non si era intervenuto con le maniere forti.

Quest’ultimo episodio rischia invece di essere la goccia che fa traboccare il vaso, e già la polizia postale sta monitorando il social network Facebook ed il gruppo, cercando altri casi simili. Per ora si possono chiudere i gruppi contestati, ma anche punire penalmente i creatori, portandoli alla luce anche se si nascondono forse troppo sicuri di sè, dietro account falsi credendo di farla franca.

Questa è forse la cosa più fastidiosa, l’identità celata vigliaccamente dietro a uno pseudonimo, senza prendersi mai le responsabilità di quello che viene fatto. Effettivamente, è ora di cambiare, senza limitare la libertà di internet, speriamo, ma dando comunque un taglio a questi episodi imbarazzanti per tutta la società civile.

Fonte Revenews.inf

Nessun commento: